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Le tegnue di Chioggia
Substrati solidi naturali del litorale clodiense

Le tegnue sono, in dialetto veneto, quei particolari substrati rocciosi tipici di alcune zone del fondale marino nel nord Adriatico, ben conosciuti dai pescatori professionali locali perché “ trattengono”, lacerandole, le reti

a strascico che hanno la sfortuna di incapparvi sopra. Queste formazioni raggiungono normalmente diverse centinaia di metri quadrati di superficie, con forme e strutture assai eterogenee, e, sia pur normalmente isolate,

non sembrano essere per nulla rare. Anche se rappresentando una frazione minima della superficie del fondale, le tegnue costituiscono un'importante “oasi“ per specie ittiche tipiche dei substrati “duri”, 
aumentano la diversità biologica offrendo un maggior numero di nicchie ecologiche e costituiscono un ottimo riparo per le fasi riproduttive di numerosi organismi marini. 

Il loro nome derivata dalla parola dialettale "tegnue" che significa "tenute", che in gergo marinaresco locale va ad indicare tutti quegli elementi sommersi che costituiscono ostacoli per le reti da pesca. 
Si tratta di fondali con formazioni rocciose affioranti, con profondità medie oscillanti tra i 19 ed i 22 metri. Sono genericamente immersioni semplici ma allo stesso tempo fantastiche per tutto ciò che si può osservare. Le "tegnue" infatti rappresentano un habitat ideale per Gronghi, Astici, Corvine e una moltitudine di fauna locale che in tali siti non viene disturbato dalle reti da pesca. Non esiste una sola "tegnua", bensì decine e decine tutte fortemente tipicizzate per tipologia di fondale, profondità, dislivelli e spaccature che danno rifugio a pesci di passo, astici e colorati nudibranchi.

Filmati sulle "tegnue" - Laguna di Chioggia

filmato 1

filmato 2

filmato 1

filmato 2

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